Elezioni politiche 2018: i risultati del sondaggio de IlSecolo.eu

In vista delle prossime elezioni politiche anche IlSecolo.eu, nella persona del suo fondatore e responsabile, ha condotto un sondaggio molto particolare: ai suoi seguaci instagram ha infatti sottoposto non la domanda “chi votereste alle prossime elezioni?”, quanto piuttosto l’alternativa secca tra due possibili opzioni (in un sistema di voto alla “francese” – l’unico consentito dalla funzione “sondaggi” di instagram -, ovverosia in una sorta di ballottaggio -previsto anche nell’italicum – in cui, se fra le alternative non c’è quella desiderata, si è costretti a scegliere, se si vuole farlo, il “male minore”).

Occorre ricordare che il campione cui sono state sottoposte le suddette alternative non è ovviamente rappresentativo e che all’interno di esso non tutti hanno risposto a tutte le domande sottoposte loro.

Ecco i risultati, corredati da brevi note di commento.

Alternativa n. 1: voto 92%; non voto 8%. Si evidenzia quindi, rispetto ai sondaggi condotti scientificamente su campioni rappresentativi, una decisamente maggiore propensione alla partecipazione elettorale.

Alternativa n. 2: preferenza espressa 90%; scheda bianca 10%. Anche qui il dato si discosta da quello dei sondaggi condotti scientificamente su campioni rappresentativi.

Alternative nn. 3, 4 e 5: movimento 5 stelle 43%, centrodestra 57%; movimento 5 stelle 41%, centrosinistra 59%; centrodestra 58%, centro sinistra 42%. Vale a dire che, in un ipotetico ballottaggio – qual era, come accennato supra, quello previsto nell’italicum – sia la coalizione di centrosinistra sia quella di centrodestra prevarrebbero sul movimento, mentre la prima soccomberebbe contro la seconda se lo scontro si appuntasse invece tra di esse.

Alternative nn. 6 e 7: movimento 5 stelle 58%, casa pound 42%; movimento 5 stelle 44%, potere al popolo 56%. E qui il risultato si fa ancor più sorprendente, perché in buona sostanza ci dice che secondo il campione estrema destra ed estrema sinistra sarebbero sostanzialmente preferiti al movimento dalla metà dell’elettorato.

Quanto alle preferenze sui leader, sia Berlusconi sia Renzi sia soprattutto Gentiloni – nettamente preferito a Renzi (76 a 24%) e indietro invece rispetto a Berlusconi (46 a 54%) – prevarrebbero su Di Maio (per – rispettivamente – 56 a 44, 59 a 41 e addirittura 69 a 31%), mentre Di Maio prevarrebbe su Salvini – nettamente indietro nella competizione con Giorgia Meloni (24 a 76%) – (63 a 37%) e Renzi su Grasso (58 a 42%).

Sorprendente e contraddittorio, invece, è il dato su più o meno europa e quello su euro e lira: mentre il 73% dell’elettorato vorrebbe più europa, solo il 50% di esso preferirebbe l’euro. Quest’ultimo dato è, per noi, quello che forse andrebbe tenuto in maggior considerazione dai partiti e dai loro leader: gli italiani vorrebbero più Europa, sì, ma vorrebbero un’Europa che dia non soltanto più diritti e libertà civili ma che promuova anche la giustizia sociale, la redistribuzione del reddito e, quindi, la riduzione delle diseguaglianze.

Rosario Di Grazia