L’europa e la sua dignità

L’«accordo» per il (non)governo dei flussi migratori raggiunto al vertice europeo di questi giorni potrebbe essere l’inizio della fine dell’unione, almeno come la conosciamo sino ad oggi.

Un’unione in preda agli egoismi nazionali ha partorito una politica migratoria miope e destinata a trasformarsi in una ferita potenzialmente letale per la sua già provata salute.

Ora, il tema delle migrazioni è assai complesso e di non facile soluzione.

E la soluzione non può essere né quella di lasciar morire questi disgraziati in mare, privandoli della loro stessa dignità di esseri umani, né quella di voltarsi dall’altra parte, scaricando sull’Italia il peso di una tale operazione di dignità.

L’«accordo», che rende praticamente quasi impossibile la modifica del regolamento di Dublino sul diritto d’asilo e prevede l’impegno degli stati membri solo su base volontaria, non lascia ben sperare per un’estate che si preannuncia assai «calda» e in cui sono in gioco la coscienza collettiva e la dignità di un continente ormai smarrito poiché incapace di amare, sentire, immedesimarsi, aver cura dell’altro, identificarsi in esso.

I governanti europei hanno una grande responsabilità sulle loro spalle. V’è da augurarsi che ne avvertano tutto il peso e che non si rendano complici, agli occhi della storia, di un simile crimine nei confronti dell’umanità.

Rosario Di Grazia